Man of Mistakes, Man of Disasters, Man of Illusions, Man of Self-Destruction

Pubblicato: 3 novembre 2006 in Deliri in libera associazione, Riflettendo, Versi in delirio
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Maschere
onnipresenti.
Difesa e attacco:
la Sopravvivenza è l’Optimum,
a costo di sacrificare il sacrificabile.
Ma “cui prodest“?
Rinunciare per limitare i danni,
o cogliere l’attimo, noncuranti delle conseguenze future.
Essere o non essere?
Vivere o sopravvivere?
Godere, per poi soffrire,
o limitarsi, per poi galleggiare nell’ignavia in assenza APPARENTE di dolore?
La risposta, ecco il fulcro del tutto.
Una risposta che non ci è concesso trovare.
Una risposta che, qualunque essa sia, porterà ad un danno, ad una sofferenza.
Ma è meglio un giorno da leone, o cento anni da pecora?
NIENTE GRIGI, solo estremi di bianco e di nero.
Ma, come sempre, poco conta la risposta, in verità.
L’importante è MUOVERSI.
L’importante è non rimanere ANNICHILITI dal dubbio, dalla paura, dalla CERTEZZA della sofferenza.
The Show must go on!

[Wanderer, 03/11/2006, 11:30]
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commenti
  1. Silvia ha detto:

    Dobbiamo rinunciare a cogliere una rosa, per timore che la sua spina ci ferisca?
    La mia risposta è assolutamente no!

    Mi piace

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