Assenze (In Memoriam)

Pubblicato: 9 novembre 2006 in Riflettendo
Tag:
Ti accorgi a volte, quando meno te l’aspetti, che certe persone, di cui magari credevi di pensar male, credevi che non avessero alcun peso per te, credevi fossero passate nella tua vita senza lasciar traccia alcuna, hanno invece lasciato segni profondi, sepolti nel mare della quotidiana esistenza. Segni più o meno significativi, ma ugualmente parte integrante del tuo essere.
E questa “realizzazione del segno” avviene sempre (e purtroppo) in momenti in cui non si può più fare marcia indietro, non puoi più rivalutare nè rielaborare il REALE peso delle cose. Quelle cose che, magari, non hanno (o non hanno avuto) un PESO nel senso CONCRETO del termine, ma che sono ugualmente state mattoni nella costruzione della tua esperienza di vita.
Le notizie, soprattutto quelle decisamente SGRADEVOLI, arrivano sempre come fulmini a ciel sereno, devastando già precari pseudo-equilibri mentali con la forza dirompente di una deflagrazione nucleare.
[Wanderer, 09/11/2006, 12:28]
E’ di oggi una di quelle esplosioni, una notizia inaspettata, ma ancor più inaspettato ne è stato l’effetto su un territorio già di per sè devastato: la scomparsa improvvisa e inaspettata di una persona di cui non avevo mai valutato l’importanza nel mio percorso di crescita (o pseudo-tale). Una persona che ha fatto parte delle mie esperienze universitarie di oltre 20 anni fa, una persona che è stato un pilastro, che piaccia o no, di un’esperienza di VITA, prima ancora che di studio.
Un flusso di ricordi mi ha investito, con tutta l’energia di un TIR lanciato a folle velocità contro un muro di cemento armato, scombussolando una finta tranquillità che tutto s’aspettava tranne che l’esser disintegrata con cotanta devastante violenza.
Ho pianto. Ho pianto per una persona di cui a malapena tracciavo il percorso all’interno della mia vita. Per una PERSONA, prima che per un Docente dei miei trascorsi universitari, quei trascorsi che da poco son tornati ad essere il mio pane quotidiano.
Ho pianto, e non me ne vergogno. Come non mi vergogno di aver messo da parte, nel ribollente calderone dei ricordi, ciò che la riguardava classificandolo come PASSATO, per poi sentirne l’impatto inaspettato in un’occasione come questa.
La memoria è una strana bestia, con strane procedure e strane metodologie. Ma forse è proprio un certo tipo di processo di FILTRATURA che rende significative DETERMINATE cose in DETERMINATI momenti. Non PRIMA, nè DOPO, ma al giusto, esatto momento.
“Segni forti”
su territori in divenire,
su anime in crescita
di giovani anelanti,
di entità in formazione.
Entusiasmo.
Energia.
Contatti umani che trascendono il “necessario
per divenire loro stessi fulcro della mutazione.
Trasmissione
di significati e significanti,
fuori da ogni schema,
seguendo istinti quasi primordiali
di relazioni intrecciate e biunivoche.
Niente cattedre, in verità,
ma ESPERIENZE
comuni,
reciproche,
attingendo l’uno agli altri.
Vita che passa tra le mani,
sapere che la riempie
e che di quella vita si nutre.
Ricordi,
frammenti
di momenti che credevi perduti,
che il tempo ha messo da parte
con attributi di pseudo-inutilità.
Frammenti che tornano
vivi più che mai,
scavalcando orologi immobili,
aprendo con violenza cassetti dalle maniglie impolverate.
Ricordi
di crescita.
Sensazioni
indefinibili
ma ben definite.
GRATITUDINE postuma,
non dovuta, ma SENTITA.
Addio Professore Culotta, potrò magari dimenticarti nuovamente, all’apparenza, ma non sarai cancellato.
Addio Pasquale, e GRAZIE per quello che hai fatto per noi, poveri studenti spauriti, annaspanti disperatamente in una realtà ancora da affrontare, più grande di noi, forse, ma sufficientemente grande per abbracciarci amorevolmente.
Addio, UOMO dagli improbabili abiti, dal fare gioviale e allo stesso tempo irritante, un sigaro spento sempre in bocca, da masticare avidamente, quasi un esteriore aiuto ad un intimo rimuginare, ad un riflettere sulle reti di relazioni che quotidianamente intessevi con tutto e tutti.
Addio, SIGNIFICATIVA entità.
Mi mancherai, e non lo avrei mai immaginato.
[Wanderer, 09/11/2006, 14:26]
    Pasquale Culotta (1939-2006)
Annunci
commenti
  1. Noemi ha detto:

    ForteBellissimo.
     
    (per una volta sono io a dirlo a te)
     
    bacio.
     

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...