I am the Fallen [Eterno, TEATRALE Delirio]

Pubblicato: 23 novembre 2006 in Deliri in libera associazione, Storie & C.
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Io sono il Caduto.
Angeli folli mi danzano intorno, festeggiando assieme a me le mie sconfitte.
Visioni paranoiche di tempi perduti riempiono le mie sinapsi in collettivi deliri di onnipotenza.
Sogni spezzati, fantasie prive di senso, parole intrecciate che crollano nel pozzo dell’assenza… Tutto intorno sembra suggerire fantasmi mai più crudeli, bensì benevolenti.
Risorgo eternamente dalle mie ceneri come l’Araba Fenice, e come essa brucio nella mia disperata manchevolezza, in un vuoto che mi riempie: giorno dopo giorno, istante dopo istante, annegando nel flusso, e respirandone i venefici effluvi.
Abbraccio passioni infinite, spezzando improbabili cuori, primo fra tutti il mio.
“Sono innamorato della mia lussuria, e brucio angeliche ali riducendole in polvere”.
Danzo, intorno a mille fuochi spenti che ardono tra l’amore e l’odio, tra gioia e dolore.
Bellezza mi conduce per mano verso baratri interminabili. Candore io spezzo, maschere riduco in briciole, nutrendomi di menzogne evaporate, sublimate in dolorosa verità.
Guai a chi mi sbarra il passo: avviluppandolo tra ali d’amianto, estinguo ogni sua ostile velleità, riducendone gli spasimi ad un estremo, urlante silenzio di piacere.
Cado, risorgo, cado ancora, bruciando tra ghiacciai di disumana disperazione, liquefacendo sogni, costruendo desideri inconoscibili.
Deliro, piango, sghignazzo, sospiro… Divoro amori inquieti, masticandone le ossa fragili e metabolizzandone l’intimo gusto amaro.
Abbraccio vergini dalla purezza perduta, saziandone istinti e desideri, conducendole verso desiderate perdizioni, spalancandone gli occhi su abissi di temuto, terrorizzante, soffocantemente desiderato piacere.
Passo l’eternità cercando, ma senza trovare. E trovando ciò che non ho mai anelato cercare. Sono una contraddizione in termini, l’eterno dilemma tra essere e avere, tra volontà e azione, tra desiderio e paura.
Amore riempie il mio odio, odio pervade l’estasi del mio amore: estasi indefinita e indefinibile, fatta di momenti spezzati, di schegge taglienti e letali, e per questo così magnificamente, esasperantemente coinvolgenti.
Cadere, precipitando in inarrestabili viti verso l’altissima profondità della conoscenza, della consapevolezza: è questo il mio destino, e IO l’ho scelto.
“Io sono il Caduto. Voi siete ciò che i miei peccati racchiudono. La Lussuria non è così creativa come la sua scoperta”.
[Wanderer 23/11/2006, 22:53]
[Citazioni in corsivo tratte da “Wish I had an Angel” (2004) e “She is my sin” (2000), by Nightwish]

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