La resa [Checkmate!]

Pubblicato: 1 dicembre 2006 in Deliri in libera associazione, Riflettendo
Tag:,
Vuoto, stanco arrancare di dolenti membra, costantemente affaccendate in un’affannosa lotta contro irremovibili mulini: uno dopo l’altro, sempre in piedi dopo infiniti attacchi. Colpi portati a vuoto contro muri di gomma, fallimenti costanti, persone sbagliate, momenti sbagliati, SENTIMENTI sbagliati…
Circoli viziosi di dolore, di negazione, di fughe, di rifiuti, in un parossistico crescendo privo di senso, senza imparare dai propri errori, ma reiterando, sempre e comunque, con testardaggine IMMONDA.
Incapacità di crescere, di accettare, di rassegnarsi. Incapacità di ammettere a sè stessi che probabilmente non vale la pena. Incapacità di ammettere la propria incapacità, soprattutto.
Quanto a lungo può un cuore infrangersi contro scogli di sanguinarie passioni e inarrestabili inutilità, prima di trasformarsi in un ammasso purulento di negativo sentire? Quanto a lungo può ardere un’ingorda fiamma in un asfittico spazio senza ossigeno, prima di sbiadire in un grigio barlume di fumo evanescente?
 
Mattoni, uno sull’altro. Messi lì, a costruire muri di difesa. Emozioni negate, sensibilità spente a forza. Tentativi disperati di rinunciare all’intensità, pur di cancellare ogni passato, presente, ma soprattutto FUTURO dolore.
Rinunciare a respirare per sempre, pur di non sentire mai più l’acro sapore della sofferenza bruciare i nostri polmoni fino a farci sputar sangue. Condurre vite vegetali, imprimendo ad ogni nostro movimento lo stupido canone della ripetitività perpetua. Senza picchi, senza stimoli, senza sogni, senza speranze.
Dire basta alle fitte al cuore, ai brividi di piacere nel sentire dolci toni accarezzare i nostri timpani, ad attese esasperanti premiate da stimolanti ritrovarsi, a lotte impari per conquistare anelati, indispensabili cuori, ed essere da loro conquistati.
ESSERE, o sopravvivere nell’oblio? Un tempo la risposta sarebbe stata scontata. Ma quel tempo sembra lontano eoni ormai… Non è più tempo di cogliere fugaci rose, non è più tempo di assaporare istintivi effluvi di bellezza, non è più tempo di riempire il cuore di passioni irrazionali ma forse proprio per questo devastantemente e immensamente SPLENDIDE.
Non è più tempo.
Si volta pagina. O, almeno, si cerca di farlo. Con quale risultato, non ci è dato di sapere.
Voltiamola, that’s all.
[Wanderer, 01/12/2006, 00:05]
“This is the end… my only friend, the end…”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...