… just burning ashes [La scelta]

Pubblicato: 5 gennaio 2007 in Storie & C., Telling Tales...
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Il destriero aveva percorso decine di miglia quasi volando, gli zoccoli a cozzare pesanti su strade polverose, le narici sbuffanti nuvole di microscopiche goccioline di sangue. In una corsa forsennata, spinto al limite da chi sa che sta affontando per l’ultima volta il suo fato, e che non può permettersi di sprecare nemmeno un soffio di quel prezioso tempo che gli è rimasto.
Diede uno strattone alle redini, fermandone improvvisamente la folle corsa. Si guardò intorno. Solo ceneri ardenti, null’altro.
Era il panorama più desolato che i suoi occhi avessero mai percepito. Secolari alberi distrutti dalle fiamme dell’Ade. Resti di ciò che un tempo doveva essere un’inespugnabile città ridotti ad un cumulo di macerie fumanti, tristi rimasugli di antiche glorie ormai perdute nel tempo. Scheletri, tutt’intorno, con bocche spalancate nell’ultimo, eterno urlo di disperazione. Spade spezzate, corazze divelte, scudi ridotti in briciole.
Solo desolazione. Cupo presagio di ciò che lo attendeva più innanzi. Di quella che sarebbe stata la sua fine. O, probabilmente, un nuovo inizio nel buio.
E su tutto, quell’inequivocabile tanfo di morte: quell’oscena sensazione olfattiva che non nasceva da cadaveri in putrefazione, sapeva bensì di antico male, risvegliatosi dalle viscere della Terra per dare vita al nuovo regno del Nulla.
Un brivido gli percorse la schiena, quasi un’atroce fitta, in realtà. Lo stiletto della gelida paura, la consapevolezza che ciò che si apprestava ad affrontare era qualcosa di infinitamente al di sopra di ogni sua possibilità e capacità.
Ma non poteva tirarsi indietro. Non adesso. Troppa strada aveva percorso per recarsi a quell’appuntamento. Troppi mistici, intrinseci significati giacevano dietro quest’incontro. Sapeva che quella fetida aria che stava in quel momento respirando sarebbe probabilmente rimasta per l’eternità il suo ultimo, più piacevole ricordo della sua esistenza.
Si guardò intorno, ancora. Poi si rimise l’elmo. Dalle fessure per gli occhi, il panorama era ancora più sinistro, le luci apparivano ancora più fioche. E la totale assenza di ogni traccia di vita diveniva ancora più evidente, quasi esaltata da quel campo visivo così artificiosamente ristretto.
“Non puoi tirarti indietro, non più. Fai ciò che sai. Fai ciò che DEVI. Fallo, quali che ne siano le conseguenze.”
In lontananza, una sorta di punto di incandescente luce concentrata, come una fornace infernale colma di demoni su eterni roghi, urlanti nel loro peccato infinito. Era quello il suo obiettivo, era lì che l’avrebbe trovato.
Rivolse un ultimo pensiero a ciò che si era lasciato alle spalle. Al suo passato, alla sua vita, ai suoi affetti. A ciò che era stato e che non sarebbe stato mai più.
Accarezzò dolcemente la testa del suo destriero, quasi a rassicurarlo. Tirò un profondissimo respiro, e sguainò la sua spada: la fedele compagna che tante volte era stata per lui sostegno e salvezza, con la quale così tante volte aveva dispensato morte e giustizia. La sollevò al Cielo, e con essa i suoi occhi. Urlò, un urlo profondo, viscerale, quasi animalesco. E si lancio al galoppo verso quel bagliore. Senza ripensamenti, senza più paura, senza più esitazione. Era l’ora.
E tutt’intorno, solo ceneri ardenti.

[Wanderer, 05/01/2007, 20:50]

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commenti
  1. BlackList ha detto:

    O mio dio!! Cavolo!! Scrivi veramente bene! *_* Sembra quasi di vedere tutta la scena..complimenti anche per l\’immagine mi piace un sacco!!! ^_^ Però che tristre che è! Ci sentiamo detentore del 666!! Complimenti ancora…!!

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  2. Wanderer ha detto:

    Grazie, è bello sapere che il mio lavoro è apprezzato così tanto.
    Sei stata un tesoro a commentare.
    Kiss.
     
    Francesco

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  3. Chiara ha detto:

    …ritengo che non sia poi così triste,mi limiterei piuttosto a dire che sia come una sorta di "trasposizione scenica"di ciò che è reale,vita,non solo di Francesco,non solo mia,ma vita di tutti.Quello stato di pesantezza che si trascina stentatamente parola per parola viene riscattato dall\’immagine finale,immagine che spaventa ma che è l\’unica che possa salvarci.Il significato di tutto potrebbe essere racchiuso lì.Molte volte si sta troppo a lungo girati a guardare cosa è rimasto dietro,a fissare una,due,tre,infinite porte chiuse inconsapevoli che davanti a noi ne è stata appena aperta un\’altra.Quel bagliore avrà un significato proprio nella testa di quel Wanderer,nella mia ne avrà un altro,ma questo poco importa.Consiglierei a tutti di raggiungerlo,il NOSTRO tempo ADESSO sta oltre quella luce.Non sappiamo cosa ci troveremo ma sappiamo che è VITA.(Questo è ciò che ho"visto"e se niente collimi con quello che volevi esprimere, considera l\’ipotesi che io sia fatta di anfetamine :P)  

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  4. Wanderer ha detto:

    Non male l\’effetto delle tue anfetamine, sweety… quasi quasi ti direi di passarmene un tubetto. 😛
    Beh, diciamo che la lettura era libera, ovviamente, ma che la tua coincide notevolmente con le sensazioni che quest\’ispirazione mi aveva causato.
    In realtà quella luce non so se sia VITA, non lo sa il Cavaliere, non lo sa nessuno. Ma di sicuro è VITA la SCELTA di affrontarla, a qualunque costo. E\’ VITA il non avere PAURA, è vita il non lasciarsi diventare uno di quegli scheletri urlanti per l\’eternità.

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