Trasmutazione [That’s just the way it is]

Pubblicato: 16 dicembre 2007 in Deliri in libera associazione
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Come fanno in fretta a mutare le cose…
Un giorno prima guardi negli occhi una persona, la stringi a te, ridete assieme. Fate progetti, vi tenete per mano, sperimentate carnali comunioni d’anime.
E un giorno dopo, d’improvviso, il vuoto.
Un’esplosione di follia. Arcane, patologiche scintille che bruciano qualunque velleità costruttiva, per ridurre al più totale silenzio ogni minimo afflato di cuori speranzosi.
Errori reiterati, pessime scelte, trascuratezze, uno stupido minimizzare cose che prima o poi faranno sentire il loro peso.
E si sbaglia nel cercare di andare avanti con la massima tranquillità possibile, speranzosi che prima o poi quelle cose si modifichino ragionevolmente da sè. Ma “ragionevole” è un termine piuttosto evanescente, quando si tratta di rapporti sentimentali. E il laissez faire porta esclusivamente ad accumuli devastantemente dannosi, che prima o poi dovranno far sentire la loro voce.

 

E un giorno, QUEL giorno, si arriva a quell’esplosione. Si arriva a quell’escalation assurda che conosci fin troppo bene, dove inizi quasi in sordina, e dove una parola poi tira l’altra, e le parole diventano urla, e le urla insulti crudeli e accuse taglienti. E dove ragioni e torti si mescolano in una melma indistinguibile, putrida, velenosa e corrosiva.
E di colpo, le prospettive cambiano. Gli amanti diventano nemici, la complicità diviene odio reciproco.
Quelle bocche che poco prima erano incollate in caldi scambi di passione, diventano ora terribili, mortali armi da usare per sbranarsi l’un l’altro. E dopo un po’, nulla conterà più: nè chi ha iniziato, nè il perchè. Rimarrà solo una immensa voragine: il vuoto, quello più totale.
I sentimenti cederanno il passo all’orgoglio, gli abbracci diverranno rasoiate, le romantiche nuvolette di cuori si tramuteranno in venefiche nubi corrosive, che bruceranno il cervello e l’anima, costringendoci a fare ciò che mai avremmo voluto, costringendoci a scegliere ciò che avremmo assolutamente voluto sfuggire.
E moriamo, un’altra volta ancora. Un’altra vita bruciata, un’altra storia dissolta in pallida, fredda nebbia. Dove rancori ti conducono per mano verso un INFERNO fatto di ODIO, SCHIFO, RABBIA.
E poco importa se quell’odio, quello schifo, quella rabbia saranno costruiti su fondamenta di inutile, impalpabile sabbia. Quella sabbia, cementata e tramutata in solido, spesso vetro da quei tipici cortocircuiti di follia del cervello umano, diverrà ben presto più solida del cemento. E, indurendosi, trasmuterà la sua forma da solide fondamenta della fine in un infinito, profondissimo pozzo che ingoierà ogni cosa.
E ci cadrete dentro, assieme ma allo stesso tempo assolutamente da soli. Giù, urlando con voci soffocate dal silenzio. Precipitando all’infinito, fino a perdervi definitivamente di vista. Per sempre.
E quando poi, dopo una quantità spaventosamente infinita di tempo, toccherete il fondo, sarete ormai così lontani che nulla più potrà ricucire le vostre lacerate, profonde ferite.
Lontani, eppure così vicini, fino ad un certo punto.
Ma l’orgoglio, la stupidità, la rabbia avranno ben svolto il loro compito.
E vi sarete persi.
Per sempre.
E rimarranno solo ricordi, fatti di marcia polvere impalpabile, che lentamente vi sfuggirà tra le dita.
E sarete pronti per ricominciare un’altra volta: per ricominciare a PERDERE.

 


STUPIDI.
STUPIDI.
STUPIDI.
[Wanderer 16/12/2007, 18:24]

 

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commenti
  1. NENA ha detto:

    Ho capito, negli anni, ke quanto più si ha amato.. tanto più si riesce ad essere "cattivi" alla fine…nei gesti.. nelle parole..parole ke mai si pensava di poter dire.. eppure ci si riesce.. come se, riuscendoci, si riuscisse ad allontanare da noi anche il pensiero di quella persona ke tanto abbiamo amato..
    Purtroppo.. nn sempre è così..
    Un abbraccio

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  2. Wanderer ha detto:

    E\’ vero, Nena… spesso i gesti più cattivi nascono dai sentimenti più profondi.
    E\’ una sorta di rivalsa, che viene fuori quando ci si sente profondamente feriti da qualcuno che avremmo preferito continuasse ad essere un nostro pilastro, piuttosto che una fonte di devastazione.
    Per fortuna, a volte (raramente, purtroppo) ci si da la possibiltà di ricucire certi strappi.
    Le cicatrici certo permangono, ma almeno ci è concesso di ricostruire le nostre strade.
     
    Un bacio, e sempre grazie per la tua permanenza qui: la apprezzo davvero tanto. ^^

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