Delirium conscientiae [Latitanti significati]

Pubblicato: 11 febbraio 2008 in Deliri in libera associazione, Riflettendo
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Scendi dolcemente, scivolando su specchi taglienti. Mani cercano appigli trasparenti, di morbida seta rivestiti.
Guardi, occhi fissi, in un vuoto che non ti appartiene, ma al quale regolarmente torni.
Raccatti frammenti di respiri sommersi, insegui aquiloni legati a cieli smarriti.
D’improvviso un gemito sfugge da labbra secche, doloroso ricordo di imprecisati rimpianti.

Provi a capire cosa investe con elettrici impulsi l’apatia del tuo cranio, ma il senso ti sfugge. Boccheggiante, memoria tenta di crescere in un vuoto assordante. Ma inutilmente s’affanna, costretta da vincoli di sanguinante cuoio.

Perversamente osservi il suo decadere: silente, lasci che evapori ogni blasfema speranza. E ancora parole vuote nascono da dita impazienti, mentre occhi perplessi ne valutano la mortalità.
Iniziando una danza immobile, ricominci a vagare per oscuri, melmosi anfratti. Permetti a quelle parole di prenderti ancora per mano, lasci che fluiscano irrequiete dal tuo cervello, valanga di acquosa tempesta.
Non te ne chiedi il senso: vuoi scriverle, vogliono scriversi. E lasci che sia, cercando svogliato un perchè all’abominio di suoni strozzati e inarticolate gestualità.
C’è certamente qualcosa dietro al velo, ma non sarà questo il momento di scostarlo. Che tutto resti nell’ombra, e solo pallidi tentacoli possano avvolgere facce impallidite, penetrando cervelli svuotati.
Ti fermi, d’improvviso. Strizzi gli occhi, cercando di mettere a fuoco al di là.
Mille perchè s’affollano, domande di vita strozzata. Ma risposte languono su fuochi spenti, consumate da un ardore un tempo inarrestabile, adesso anestetizzato.
Le dita continuano la loro guerra contro recalcitranti tasti, che continuano a prendere dominio incuranti di voluttà inespresse.
La resa giunge tagliente, il capo si china ad alieni voleri.
Le parole sono lì, sparse su un fittizio, virtuale foglio coperto da irreale polvere, che nessun vento arriverà più a sollevare.
Nevermore.
[Wanderer 11/02/2008, 00:28]
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