Look back in anger [Dormire, sognare forse]

Pubblicato: 27 aprile 2008 in Riflettendo
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Chiudi gli occhi, e ti lasci avvolgere dalle calde braccia dei ricordi.
Scene dipinte sbiadiscono tra musiche soffocate, ammorbidendo sprazzi di fredde emozioni ingiallite. Sorrisi spesso ingenui, troppo spesso evanescenti, racchiusi in fragili teche di opaco cristallo incrinato. Mani che si sfiorano, guance arrossate da calde emozioni. Sbiaditi flash di momenti trascorsi, tra felicità e affanno mescolati. Persone che si perdono, amori che svaniscono, cuori spezzati e reincollati con timido mastice che presto perderà di mordente.
Polvere: si posa lenta su statue sanguinanti.
Occhi sbarrati: fissano immote lune, che con tenue chiarore rivelano finte debolezze.

Emozioni? Affetti? Freddezza? Dolore?
Ogni cosa appare ormai come ingiallita pergamena poggiata su ruvidi fuochi.
Occhi spenti guardano oltre bui corridoi, lingue asciugate dal secco sapore del vuoto bramano liquori d’oblio dispensanti.
Le gambe imperterrite trascinano avanti stanchi simulacri di bambole dall’ignavo sorriso di porcellana.
Apatia scuote muscoli atrofici di sorrisi ormai vacanti, le mani che colgono fiori appassiti.

Riapri ancora una volta quegli occhi spenti, sentendo il pungolo dell’oggi che incalza, del domani distante. Fai incetta di insipida aria, che trasformi sè stessa in dolce profumo: spingi, testardo, carri di falsa sofferenza appesantiti. Fai in modo che siano di incandescente stimolo a membra immote, da sì lungo tempo senza scopo. Scuoti dal viso quella polvere che vi si era depositata, soffiando via i brandelli di fumo. Abbracci la limpida quiete, cacciando via i fantasmi del sempre e gli erranti cadaveri del mai.
Quell’inquietudine che scuote i tuoi sonni, lasci che volga a lidi diversi. Poggiando i piedi su solide lastre di sottile ghiaccio, chiederai che il suo gelo ti scaldi un cuore che credi dolente.

Ti svegli, di colpo, guardi il sole che sorge su vite frenetiche. E capisci che il sogno è finito, e il giorno ti aspetta perchè tu possa ricominciarlo, perchè tu possa affrontarlo.
E con esso, ogni tuo sospirante, etereo, sopito ricordo.

[Wanderer 26/04/2008, 01:26]

“Slip inside the eye of your mind,
don’t you know you might find
a better place to play?”

[Don’t look back in anger – Oasis]

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commenti
  1. fiorella ha detto:

    Si in effetti devo riconoscere ke la vita,cosi x come la viviamo,a volte ci appare dura,senza emozioni,senza sfumature,magari andando avanti nel tempo,ci accorgiamo ke non è esattamente ciò che avevamo programmato,mà si sà come vanno queste cose,tutto è un\’incognita anke la vita stessa,ed è proprio allora che ci rifugiamo nei sogni,almeno quelli ci offrono un\’esistenza sopportabile x un istante,xchè dal momento ke riapri gli okki,ritorni nella realtà con la consapevolezza ke nulla è cambiato nè mai cambierà………..arrivederci……..Edera

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  2. Wanderer ha detto:

    Il sogno è rifugio, il sogno è fuga, il sogno è speranza.
    Ma il sogno è anche l\’Inferno dei vivi, un luogo dentro il quale i desideri possono diventare tortura, e la tortura un desiderio che spezza il respiro.
    E\’ la vita che cerca riparo nel sogno, o è dal sogno che scappiamo, rifugiandoci nel quotidiano vivere?
    Le medaglie hanno sempre due facce; e a volte anche più di due.
     
    Grazie per il tuo passaggio. Confido nel tuo nome, sperando che ti spinga ad abbarbicarti frequentemente a questo luogo.
    Un bacio.

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