The Bloody [Perdute liberazioni]

Pubblicato: 12 maggio 2008 in Deliri in libera associazione, Storie & C.
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Rompendo immota quiete, tra nubi color del sangue danzano i tuoi pensieri. Calpestano ombre impaurite, dalle mani legate con auree catene.
Lame di rasoio percorrono diafane pelli, ad incidere arcane rime su braccia lasciate cadere senza vita. Notte colorata di perdute anime avvolge quieta urlanti silenzi, mentre mani crudeli spargono sale su polsi lacerati. Viandanti dal passo sbilenco tentano incerti di arrampicarsi su strade polverose che abbracciano infidi crepacci, mentre demoni dai velenosi artigli li trascinano giù in cadute previste e desiderate.
Avanzi, la spada impugnata che fende il respiro del cielo. Paura avvolge la tenue speranza di figli mai nati che bramano vite gloriose.
Facendoti strada con ampi fendenti tra folle intangibili, colori di porpora il suolo, che ancora calpesti con rapido passo.
Voci nella testa chiamano, cercano, piangono, supplicano. Scuoti veloce il capo, più per mettere ordine che per cacciarle via, e affondi la tua lama nella sanguinolenta nebbia densa di schiuma venefica.

Mani ti afferrano, strappando brandelli di carne dai tuoi possenti lombi, ma non le senti. Gli occhi persi in un ruvido vuoto pensante, non fermi il tuo incedere, spinto verso una meta che ti invoca.
Ripida si fa la tua strada, ancora di più. Rivoli di putrefacenti fluidi la rendono scivolosa, ma la volontà è salda, l’equilibrio immutabile.
Passo dopo passo, colpisci il suolo con peso convinto, quasi a creare crateri dove i piedi scaricano la tua rabbia.
Giungi alfine alla sommità, ti fermi. Osservi il caldo, invitante, fiammeggiante abisso. Fuochi eterni vi bruciano dentro, ardendo spiriti che per sempre ambiranno a impossibili paci.
Metti a fuoco il tuo sguardo su un punto lontano, e ti perdi in un ultimo, gelido colpo di rasoio dentro al tuo cranio.
Una sola parola, un solo respiro. Tutto si fa silenzio intorno, nella tua egocentrica percezione.
Trattieni i polmoni, gonfiando il petto. Sollevi la spada, tenendola a due mani. Alzi il capo, guardando dritto verso l’infame cielo.
E ti lanci.
Giù.
E la tua anima urla, liberata.

[Wanderer 12/05/2008, 1:02]

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