Slip away [Afferrami, se ci riesci…]

Pubblicato: 29 giugno 2008 in Deliri in libera associazione, Versi in delirio
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Sabbia
è tutto quello che ti scorre tra le dita di un pugno stretto disperatamente, mentre cerchi di stringere al cuore quel che resta di passati lontani.

 
Sabbia
ti esplode negli occhi, portata da un vento crudele che si diverte a rincorrerti, seppellendo ogni tua respirante velleità.
 
Sabbia
è l’infida base su cui costruisci ogni volta incerte fondamenta di desideri e ambizioni, di amori e amicizie, di fasti e cadute.
 
Sabbia
ambigua scorre con lento fluire, dentro fredde clessidre che marcano momenti sempre uguali, eppure tutti così diversi nella loro insignificante anonimità.
 
Sabbia
nasconde alla vista patetici residui di glorie perdute, tristi rovine di immense civiltà un tempo maestose, eppure così caduche di fronte al tempo che impietoso le divora.
 
Sabbia
ti fa da materno cuscino riscaldando membra indolenzite, sotto soli indifferenti che ardono la pelle e ti divorano quell’anima urlante.
 
Sabbia
inghiotte indifferente ogni tentativo di dibattersi, lentamente lasciando che sprofondino corpi disperati mentre urlano al cielo il loro ignoto terrore.
 
Sabbia
riempie e brucia i tuoi polmoni, mentre inghiotti l’amaro e soffocante gusto della vita, e senti stridere sotto i denti i suoi taglienti brandelli.
 
Sabbia
accoglie i tuoi passi e offre loro amorevole forma, per poi cancellarne ogni traccia appena volti lo sguardo, lasciandoti sperduto in un assurdo vuoto senza confini.
 
Sabbia
è questo che siamo, è questo che abbiamo. Solo castelli impalpabili, che un soffio di vento butta giù non appena li completiamo.
Lei scivola, lenta, e non ci guarda andar via.
[Wanderer 29/06/2008, 00:01]
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commenti
  1. Ben ha detto:

    e mi trovo in questo antro oscuro…di passaggio …come il tempo.Non potevo esimermi dal lasciare traccia di questo mio vagabondare fra parole e discorsi di persone che vivono, pensano, muoiono dentro…in chissà quale posto di questa terra striminzita.Posso esclusivamente riverire e restar col muso a terra dopo aver letto ciò che le tenebre in cui alberga la tua anima hanno tirato fuori… col muso contro la stessa sabbia, con i pugni chiusi e gli occhi ancora latitanti alla medesima luce che non ci permette d\’esser l\’ombra lunga del nostro tramonto. Mi inchino e resto curvo…Fra tutte le cose che ho letto ho dovuto far una scelta… e la scelta ha fatto sì che le parole da me apposte si trovino sotto questo splendido lamento… è che alla fine siam simili… siamo ombre in un mondo di luce…o lucciole senza oscurità…buona esistenza…

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  2. TereZa ha detto:

    Orme
    Passi lenti e brevi lasciano il segno sulla strada della vita, orme che il tempo sbiadisce, non le potrai mai ripercorrere vero?
    No non ci è stato regalato il lusso di riprendere una strada passata, in qualunque caso ripercorrerla sarebbe diverso. Sono i rimpianti che segnati da orme di seguono, ti vivono accanto.
    Si, sempre piu\’ convinta che si dovrebbe avere la possibilità di nascere grandi e morire piccini. Non lascerei nessuna orma incompiuta.

    Buona Serata.. 

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  3. Wanderer ha detto:

    Ben, apprezzamenti intensi come il tuo mi gonfiano d\’orgoglio, ma al tempo stesso mi sento di dover ridimensionare un tantino la tua così generosa ammirazione.
    In fondo ciò che scrivo non è altro che un semplice flusso di pensieri, anche se spesso espresso in forme così logorroicamente pompate. Sono pensieri che nascono da passati dolori, ma anche presenti piaceri, dalla disperazione ma anche da una riscoperta voglia e gioia di vivere.
    Le tenebre fanno parte della mia essenza, ma questa è per natura perennemente a caccia della luce, in un improbabile dualismo che però sembra funzionare, nonostante tutti gli scompensi che può generare.
    C\’è sempre spazio per una lama di luce in vite oscure, non permettere mai a niente e nessuno di farti credere il contrario.
    Spero di rivederti presto tra questi corridoi d\’essenza…

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  4. Wanderer ha detto:

    TereZa, la vita è in fondo composta da orme che, per loro stessa definizione, siamo destinati a lasciarci dietro.
    Nè logica potrebbe mai volere che il nostro cammino venga significativamente ripercorso rimettendo i piedi nelle stesse impronte che hanno segnato i nostri precedenti passi.
    Ma possiamo sempre voltarci a riguardarne le piccole tracce che al tempo sopravviveranno, e da esse imparare, magari. Anche se spesso il reimparare è reso utopia dalla nostra innata coazione a ripetere.
    "Nascere grandi e morire piccini", sì, sarebbe davvero una bella opportunità per poterci godere fino in fondo ciò che la vita ci riserva, e per poterlo fare con consapevolezza piena e assoluta.
    Ma non verrebbe forse a mancare un po\’ la SORPRESA? Proprio quella sorpresa che a volte rende così saporite le nuove scoperte, così pregnanti le piccole briciole di felicità che a volte ci piombano addosso…
    Chissà se, avendone la possibilità, sceglieremmo l\’una o l\’altra strada.
     
    Un bacio,  torna a trovarmi tutte le volte che vuoi, sarai sempre la benvenuta. :**

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