Mordere la notte [Running away in black desires]

Pubblicato: 31 gennaio 2009 in Riflettendo
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C’è qualcosa nella Notte, qualcosa che mi assorbe. Mi trattiene: morbide labbra e guance di velluto che si strusciano sul mio collo, tentandomi.
Una voce sensuale che all’orecchio mi sussurra  “Aspetta, non andare. Ancora cinque minuti qui con me, ancora un’ora, ancora una vita”.

Tentazioni sfuggenti che strappano il sonno dagli occhi, e tengono in piedi membra sfinite con l’energia del dolore. Un dolore lontano ma così presente, ricordo di brina su vetri incrinati.

E’ qualcosa che ti toglie il fiato anche se ormai il fiato non l’hai più da tempo, un brivido consueto che fa stridere unghie di rasoio su nere lavagne di memorie.
Nere, come quelle braccia che morbide ti avvolgono. E la voce sussurra ancora: “Non andare”.

Lancette spingono a cedere, ma il buio dall’altro lato ti tira per un braccio, e ancora costringe i tuoi neuroni ad elaborare senza tregua, dimentichi della devastata stanchezza nei loro elettrici impulsi apparentemente spenti ma mai paghi.

 

E quelle tanto, troppo spesso ostentate velleità vampiriche, quell’amore per l’abbraccio della Luna, vorresti non fossero più soltanto stupide, quasi ridicole parole.

Vorresti aprire una finestra, guardare giù e poi lanciarti avanti, sorretto da magnifiche ali di buio setoso.
Volare, superbo, su letti sopiti, su storie altrui placate dal sonno, e su insonni incubi coscienti di chi invece nella notte ritrova tutte le sue angosce.
Vorresti volare su tutto, immemore di una vita inutile e priva di senso.

Vorresti sbattere quelle immense ali assaporando il pungente rasoio dell’aria che gela di stelle offuscate, innalzarti a quote dove solo la Fantasia domina signora, e da lì precipitare, in una vite infinita, quasi a schiantare le tue indolenzite ossa sulla nuda terra.

E solo alla fine, in una scarica di metallica adrenalina, riprendere possesso del moto, e risalire ancora: Potente, Intoccabile, Invincibile.

 

 

Scuoti la testa, e sei lì, sempre seduto al tuo tavolo.
La vita intorno è quella di sempre, solo un po’ più ovattata.

Ma domani sarà uguale a ieri, e non ci saranno oscure braccia a portarti via da tutto questo, non ci saranno ali a sollevarti al di sopra dell’infame apatia.

E forse è ora del sonno, è ora di abbandonarsi a quell’altro mondo che almeno per qualche ora consolerà le tue voglie di “diverso”.

E anche i Vampiri, come ogni volta, torneranno a volare da un’altra parte. Ma non lì.
Non lì.

[Wanderer 31/01/2009, 03:38]

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commenti
  1. Sabrina ha detto:

    clap clap….Complimenti Fra….hai proprio un cuore d\’aliante…(cit.) :)Non posso che apprezzare la tua capacità espressiva assolutamente sublime….bravo Fra!

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  2. Wanderer ha detto:

    Grazie Sabri, il tuo apprezzamento mi fa davvero piacere.Peccato però che la mia "capacità espressiva" si faccia viva raramente, nell\’ultimo periodo.Beh… vedremo di trovare il modo di stimolarla… ^_*Un bacio. :***

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  3. simonetta ha detto:

    si dispiegono aurore celesti, nei lembi di audacia passione contornano inesorabilmente occhi protesi verso un cuore

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  4. simonetta ha detto:

    si orna di passione questo tuo friabile odore di parole abbandonarsi al delirio di un istante e farsi travolgere dalla tua maestria

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  5. Ale ha detto:

    Leggere questi pensieri, adesso, mi infonde una dolce Malinconia, fatta di ricordi e di notte insonni.

    “E anche i Vampiri, come ogni volta, torneranno a volare da un’altra parte. Ma non lì.”

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  6. Wanderer ha detto:

    Ale, anche tu desiderosa di “magnifiche ali di buio setoso” che ti portino via dalla “vita intorno, quella di sempre”?

    (Grazie per essere stata qui. Spero tanto di rileggerti ancora, e ancora.)

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  7. Ale ha detto:

    E’ passato quel tempo, Fra, in cui indossavo le mie ali nere e viaggiavo nella notte…
    E non mi spaventa “il domani uguale a ieri”, ma in una notte insonne questo tuo scritto mi ha portato indietro nel tempo, con un inaspettato sorriso.

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  8. Wanderer ha detto:

    Sì, hai ragione, di tempo ne è passato tanto, portandosi via notti e ali nere in viaggio.
    Ma di sicuro una cosa non si è portato via: il ricordo di un certo sorriso.
    Quello sta lì, ancora ben scolpito nella memoria. Ed è bello poterci ripensare, anche in questo caso inaspettatamente. 🙂

    P.S. Hai un messaggio su FB, controlla nella cartella “altri”.

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